martedì 27 settembre 2016

World Tourism Day 2016

Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio. Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza. In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l’uomo un viaggio simbolico. Ovunque vada è la propria anima che sta cercando. Per questo l’uomo deve poter viaggiare.

Andrej Arsen’evič Tarkovskij, Tempo di viaggio


«Turismo per tutti»: è il tema differente della Giornata Mondiale del turismo che cade il 27 settembre e che quest’anno promuove “l’accessibilità universale”. Con l’obiettivo di rendere il viaggiare un diritto per tutti. «Oltre un miliardo di persone in tutto il mondo deve affrontare ostacoli che complicano l’accesso ai servizi fondamentali del viaggio, dalle informazioni chiare e affidabili, fino ai trasporti efficienti e servizi pubblici» si legge in una nota dell’Onu che annuncia la ricorrenza...e speriamo umilmente che questo lavoro possa essere d'aiuto a far fare il primo passo verso un mondo veramente alla portata di tutti sia nel suo aspetto "fisico/geografico" che in quello sociale.

E poi si sa che, come diceva Ari Kiev, il modo migliore per cercare di capire il mondo  è vederlo da ogni angolazione possibile!!

giovedì 22 settembre 2016

Volley Day 2016

Che farci se avete trent’anni e, svoltando l’angolo della vostra strada vi sentite sopraffatte d’improvviso da un senso di felicità – una felicità assoluta – come se aveste inghiottito un frammento luminoso di questo tardo sole pomeridiano, che vi arda giù nel fondo, mitragliandovi di una piccola gragnuola di raggi in ogni particella, in ogni dito della mano e del piede?
Katherine Mansfield


               



Pallavolo è divertimento puro!!!!!!



Ci vediamo al PalaEstra per vivere insieme altre emozioni!

lunedì 19 settembre 2016

La ricetta per essere vincenti

Non perdere mai di vista questa verità importante, che nessuno può essere veramente grande fino a che non ha acquistato una conoscenza di se stesso, una conoscenza che può essere acquisita soltanto dalla solitudine.
Johann Georg von Zimmermann



Johann Georg von Zimmermann...e chi è?? Confesso l'ignoranza e mi faccio aiutare dalla rete per saperlo: filosofo e fisico svizzero le cui teorie ebbero un grande impatto soprattutto in area tedesca.
La dissertazione potrebbe sembrare inutile e non tenterò di dimostrare il contrario. L'unica cosa sicura è che qualsiasi situazione può essere quella giusta per imparare. 
E' ovvio come sia molto semplice imparare nozioni: molto più complesso è imparare "la vita". Direi anzi, in maniera banale, che la vita si conosce solo dopo averla vissuta, solo dopo aver fatto esperienze... per dirla con parole migliori delle mie:

L'esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l'esame, poi ti spiega la lezione. 
Oscar Wilde

Come mai stasera sono arrivato a questi pensieri? Risposta semplice: sono finite le paralimpiadi e siamo giunti al momento che i media dedicano a questi "supereroi che sfidano le avversità e fissano record sportivi". Scusate il tono ironico, ma come capirete è rivolto ai media. Il messaggio che vogliono far passare è che basta crederci per raggiungere qualsiasi obiettivo. Tutto molto bello quanto assolutamente falso! O meglio: la volontà è uno degli ingredienti necessari per raggiungere un obiettivo, ma non è l'unico.

Apro una parentesi. Qualsiasi allenatore sa che per far migliorare il proprio atleta deve proporgli obiettivi realistici e raggiungibili che aumentano di difficoltà nel tempo. "Qualsiasi obiettivo" non è un obiettivo, ma un vagare senza meta. Ogni atleta ha un suo obiettivo a breve termine, qualcuno ad un termine un po' più lungo(ad ogni modo al massimo inferiore ai 4 anni per i top-players che provano ad ottenere risultati olimpici), e tutti hanno dei sogni. Come è vero che il bravo atleta e il bravo allenatore spostano l'asticella degli obiettivi per farla avvicinare quanto più possibile a quella del sogno, è altresì vero che la loro testa è fissa solo sull'obiettivo perché per il sogno non c'è molto tempo.
Pensate ad un tempo di allenamento lungo un ANNO: 365 GIORNI DI DURO ALLENAMENTO e costante controllo di sé. La volontà serve, ma non basta. 

Chiudo la parentesi è ritorno alla ricetta.
Aggiungo un po' di passione...anzi ne aggiungo molta: più ce n'è e più è facile approcciarsi ad uno sport!
Non posso evitare di unire anche le capacità fisiche, tecniche e tattiche che competono i vari sport e che occupano ore di allenamento giornaliero. Per le quantità vedere i singoli sport.
Aggiungo ancora il controllo! In tutte le sue accezioni: controlli medici, controllo dell'alimentazione, controllo del corpo e anche quel controllo che spesso si confonde con la volontà. A cosa mi riferisco? Alcuni la chiamano "coscienza di sé", altri "coraggio", io non saprei definirlo bene, so però che è quella cosa che tutti gli atleti, paralimpici e non, hanno da vendere.
E' l'abilità di capire chi si è e di affrontare le difficoltà con le capacità che si hanno.



Nessuna gara o competizione è mai come ce la immaginiamo: i momenti di difficoltà sono ovunque, a qualsiasi livello, ed è proprio in quegli istanti che l'atleta si ritrova, solo con se stesso, a dover uscire da una situazione imprevista con i mezzi che ha a disposizione in quel momento. 

Chi troverà una soluzione? 
Chi è in grado di non arrendersi? 
Chi saprà reinventarsi e trovare la via d'uscita? 



Questo è l'ingrediente segreto: chi ha la capacità di confrontarsi onestamente con se stesso, definire il suo limite di azione e sfruttarlo al massimo e proprio colui che andrà oltre i limiti che pensava di avere perchè è l'unico che conoscerà le sue vere capacità. In questo senso anch'io sono d'accordo nel dire che il limite è solo nella nostra mente, ma aggiungo anche che per quell'ingrediente non basta avere volontà...quest'ingrediente costa fatica... la verità costa fatica.
Ma la verità porta gioia! E si sa: la gioia massima di uno sportivo è la vittoria, cioè il raggiungimento dell'obiettivo massimo prefissato e/o oltre!

E' questo il pensiero che ho avuto vedendo le celebrazioni degli sportivi impegnati in olimpiadi e paralimpiadi: le difficoltà si possono superare con sudore, fatica e onestà intellettuale. Conoscere se stessi è difficile, ma lo sport, così come la vita, è una bella scuola per imparare a farlo. Diciamolo: questo concetto è tutta un'altra cosa rispetto all' "obiettivo qualsiasi": verità e coerenza, in primis con noi stessi e poi con gli altri, alzano la famosa asticella e portano sulla strada per realizzare i nostri sogni. 

La cosa più bella è che tramite verità e coerenza si crea un mondo migliore: questo è quello che mi hanno insegnato questi grandi uomini/donne che hanno partecipato ai giochi di Rio2016.




martedì 5 luglio 2016

Il calcio vichingo


Sii forte che nessuno ti sconfigga, nobile che nessuno ti umili, e te stesso che nessuno ti dimentichi.
 Paulo Coelho



Ma voi dove eravate quando i vichinghi hanno battuto l'Inghilterra?
La storia dell'Islanda riparte dall'Europeo, da un quarto di finale conquistato con un gruppo di semi-professionisti, un branco di eroi molto alternativi! E non parlo solo dei simpaticissimi e forti calciatori beniamini anche(e soprattutto?!?) del pubblico femminile...



Anche i tifosi dell'Islanda si sono fatti vedere e sentire ad Euro 2016. Soprattutto sentire, con quello che loro definiscono "Il ruggito vichingo". Ad ogni partita, il Tólfta mann (dodicesimo uomo) ha sostenuto senza interruzione la propria selezione nazionale: "Siamo una grande famiglia, nata nel 2007. Il nostro compito è quello di radunare tutti gli islandesi in occasione delle partite, in casa e in trasferta. Il nostro canto si chiama il ruggito vichingo. È come nel film 300, con i valorosi soldati di Sparta che fronteggiano le armate persiane", hanno spiegato gli organizzatori del gruppo.
In Francia sono giunti oltre 30.000 sostenitori, ovvero il 12% della popolazione nazionale. E' lo spettacolo è stato non solo in campo:




Guardatelo bene:
C’è il silenzio, poi le braccia aperte: via agli applausi e al grido unisono, tutto sincronizzato. Oltre ad essere bello da sentire, l’inno pop degli islandesi è divertente anche da guardare. Ha un nome tutto questo, haka-hu. È un mix tra la danza tipica Māori portata alla ribalta dagli All Blacks (haka) e un coro di origine scozzese (hu).

Ma qual è l'origine di questo particolare coro??
Come nasce questo binomio divertente?

Alcuni anni fa, il Motherwell, club della Scottish Professional Football League, ha creato un gemellaggio con la squadra islandese Stjarnan, importando alcune particolarità. Tra queste c'è questo canto, rimasto nel cuore dei tifosi nordici, portato in Francia e reso ‘nazionale’. Tra l'altro lo Stjarnan è un club passato alla cronaca per aver realizzato una serie di esultanze di gruppo alquanto stravaganti dopo ogni gol. Questo fa capire come il calcio venga vissuto in tutt’altra maniera rispetto ai maggiori campionati del Vecchio Continente.


Lo SPORT è DIVERTIMENTO....e follia





giovedì 30 giugno 2016

mercoledì 1 giugno 2016

-10 ecchene n'artro



Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi
(Anonimo)

mercoledì 20 aprile 2016

Addii toccanti

"Ma nun c'è lingua come la romana
Pe dì una cosa co ttanto divario
Che ppare un magazzino de dogana."

"Le lingue der monno", G.G. Belli


Tempo di playoff e tempo di gioie, vittorie e sconfitte.
Tempo di saluti: addio o arrivederci che sia ci siamo arrivati anche noi!! Un anno finito forse troppo presto ma di quelli senza rimpianti, di quelli divertenti e spensierati che ti danno l'energia vera, quella che ti fa stare in palestra divertendoti: l'energia delle persone giuste!

Una squadra da "stornello": tutto in rima, tutti in allegria, senza prendersi mai troppo sul serio, ma che ha dato molto, soprattutto in termini di "presenza" in palestra! E ovviamente non mi riferisco alla mera registrazioni delle assenze, ma all'aspetto più volitivo del concetto. Tutto bene dunque?? No ovviamente: in ogni squadra  capitano anche momenti no, incomprensioni e discussioni. Ma l'importante è prendere i misunderstanding con lo spirito giusto, come nel video che segue:



E daje!!!
Grazie Civita per avermi fatto divertire a giocare a pallavolo!!



Grazie ragazzi!!

Ci si vedeee!!!

venerdì 11 marzo 2016

Turn Over

Riporto il testo dal blog "dal15al25" di Gian Luca Pasini

Post del 11 marzo 2016

"La presa di posizione degli allenatori

Come Associazione Italiana Allenatori di Pallavolo riteniamo doveroso esprimere la nostra opinione di merito nella tematica di recente intervenuta tra la Lega maschile di pallavolo e la società Dhl Modena Volley per le considerazioni che da essa possono scaturire sulla figura professionale del responsabile tecnico di una squadra.

Adeguandoci alla dimensione pubblica assunta dalla querelle Lega-Dhl Modena Volley-Lorenzetti-Righi (intervista) , interveniamo altrettanto pubblicamente mossi da un’ottica che , senza omettere una valutazione sulle decisioni tecnico-sportive del nostro associato Angelo Lorenzetti e degli effetti da essa derivanti sul sistema volley, vuole travalicare la dimensione individuale legata alla figura del singolo head-coach per approdare ad una conclusione che tocca l’intera classe degli allenatori, dei loro diritti e delle loro facoltà.
Senza esitazioni esprimiamo il nostro dissenso in merito alla comunicazione con la quale la Lega, invitando ad una riflessione la dirigenza della società DHL Modena Volley , ha di fatto e in ultima, concreta analisi stigmatizzato la decisione dell’allenatore Angelo Lorenzetti di procedere ad un ampio turnover in occasione dell’ultima partita di regular season del Campionato di Superlega; riteniamo che non spetti alla Lega interferire, anche in modo indiretto attraverso un Club ad essa associato , sull’autonomia decisionale di un tecnico nella definizione dell’organico di squadra da schierare in una gara.
L’impegno che un allenatore assume contrattualizzando le sue prestazioni con un Club è di raggiungere il miglior risultato finale possibile per la squadra che allena e per la società per la quale è tesserato, in ogni manifestazione a cui partecipa.
Se, con l’attuazione del turn-over più ampio permesso dalle regole , un allenatore ritiene di facilitare il raggiungimento dell’obiettivo del miglior risultato finale con la concessione di un turno di riposo nel corso di un Campionato o di una manifestazione ad atleti debilitati sul piano fisico e delle risorse nervose da super impegnativi calendari di attività internazionale e nazionale, nessun terzo, ad eccezione forse della dirigenza del Club di appartenenza dell’allenatore, può avanzare una giustificabile pretesa di limitarne l’autonomia e l’indipendenza nella attività da svolgere, compresa in primis quella di decidere se e quali atleti impiegare in gara e quanto a lungo.
Il richiamo generico alla così detta “formazione migliore” non si esaurisce nell’esclusione dalle partite dei soli atleti infortunati, ma di tutti i giocatori ( nel rispetto delle regole, non importa quanti ) che l’allenatore, per mille motivi diversi , ritiene opportuno non utilizzare , anche solo per stanchezza; di quest’ultimo assunto, se necessario, ne abbiamo avuto consistente riprova proprio nell’ultimo turno di Campionato da parte di allenatori di importanti squadre e società sia in Italia che all’estero.
Ciò premesso, non sono la trasparenza e l’onestà del comportamento di Angelo Lorenzetti, né , a quanto ci consta, di quello degli allenatori di cui sopra i fattori che possono portare nocumento alla SuperLega ; ci piace di più pensare che il tecnico della società Dhl Modena Volley, come è accaduto per tanti altri tecnici , ha usato riguardo verso gli atleti che allena e che sono arrivati stremati all’epilogo del Campionato a seguito di calendari di gare inaccettabili, ha schierato atleti a referto arbitrale dalla prima giornata di gare in poi, è stato attento alle aspettative dei migliori risultati finali chiesti dagli sponsor del suo Club e dalla sua stessa società , non ha ingannato il pubblico pagante di Modena e di Padova preannunciando l’effettuazione del turnover dei propri giocatori, non è stato colpevolmente reticente con il mondo delle scommesse, non si è nascosto alle altre società della Lega nell’esercitare con chiarezza un suo diritto evitando di ricorrere alle deprecabili, consuete ed ambigue dichiarazioni d’occasione ; in sintesi, ha mostrato dignità professionale che riteniamo sia da apprezzare e non certo da sanzionare."


Le mie domande da giocatore ancora giovane:

- è ancora bella come prima la pallavolo??
- se "no", cosa si può fare per renderla migliore in tutti i campi tutte le domeniche?
E per farla vedere "in giro" un po' di più? E con questa domanda non nascondo l'invidia anche verso il rugby(solo la nazionale ad onor del vero) che non porta risultati in campo nemmeno per sbaglio, eppure...




Devo migliorare da pallavolista....e non essere tra gli invidiosi che Francisco de Quevedo descriveva così:

"L’invidioso piange più del bene altrui che del proprio male."



...piangere per questo sarebbe veramente tempo impiegato male che potrei usare per far di meglio con ciò che ho!



mercoledì 10 febbraio 2016

Quando si mette la maschera?

Evey: Chi sei? 

V: Chi?... "Chi" è soltanto la forma conseguente alla funzione, ma ciò che sono è un uomo in maschera. 

Evey: Ah, questo lo vedo! 

V: Certo. Non metto in dubbio le tue capacità di osservazione. Sto semplicemente sottolineando il paradosso costituito dal chiedere a un uomo mascherato chi egli sia.

dal film "V per Vendetta"





Chi non ha partecipato o quantomeno assistito ai festeggiamenti del carnevale in questo periodo??
Per me che vivo tra Civita Castellana e Fano sarebbe stato praticamente impossibile evitarlo anche se avessi voluto!!!
....e comunque non volevo evitarlo! 
I carri del carnevale più antico d'Italia, quello fanese, e il corteo del carnevale civitonico sono semplicemente spettacolari ed ad alto tasso di divertimento!

la musica "rabita"(arrabbiata o pazza...boh?!?) a Fano

Il carnevale è finito ieri e, come sempre accade per le cose belle, il pensiero torna indietro per rivivere e capire meglio cosa è stato e cosa possiamo imparare dal passato!

Iniziamo dalla classica etimologia della parola "carnevale": di derivazione latina, carnem levare ("eliminare la carne"), forse influenzata anche dal latino vale (quasi fosse "carne, addio!"), indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di Carnevale (Martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.

I caratteri della celebrazione del carnevale hanno origini antiche. Durante le feste dionisiache(Grecia antica) e saturnali (Roma antica)si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza.
Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresentò, dunque, un periodo di festa ma soprattutto di rinnovamento simbolico, durante il quale il caos sostituiva l'ordine costituito, che però una volta esaurito il periodo festivo, riemergeva nuovo o rinnovato e garantito per un ciclo valido fino all'inizio del carnevale seguente.

Rovesciamento e maschera sono le due parole chiave del carnevale. 
Cioè evasione!! Essere ciò che non si è per tutto l'anno: questo è lo spirito del Carnevale...ed è l'unico periodo dell'anno in cui sono ammesse maschere.

Purtroppo, invece, alcune persone per debolezza o per comodo indossano maschere tutto l'anno. Fingono di essere qualcuno che vorrebbero essere o che gli altri vorrebbero che loro fossero...
Ma questa non è una situazione divertente e nemmeno corretta!

L'unico modo per esser felici e stare bene è apprezzare se stessi e farsi conoscere dagli altri così come siamo: chi ci vorrà bene resterà con noi, gli altri se ne andranno...e non sarà una perdita ma una bella selezione! Ci circonderemo delle persone giuste per noi.
....e per provare ad essere qualcun'altro avremo tempo il prossimo carnevale!!!

Troppa filosofia da due soldi...perdonatemi!!
Mentre scrivo ho bene in testa le persone a cui mi riferisco e le sensazioni che io ho vissuto.

Mi voglio sdebitare per queste ovvietà (su cui però dovremmo riflettere più spesso): guardate questo video preso direttamente dal mio canale youtube e filmato dalla finestra di casa nel corso dei festeggiamenti del carnevale civitonico:  a me ha fatto divertire troppo e spero strappi almeno un sorriso anche a voi!!

....maschere geniali:


"Ogni falsità è una maschera, e per quanto la maschera sia ben fatta, si arriva sempre, con un po' di attenzione, a distinguerla dal volto."
Alexandre Dumas (padre), I tre moschettieri, 1844